Hydrogen Valley: la filiera dell’idrogeno parte da ENEA

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Nascerà alle porte di Roma la prima Hydrogen Valley italiana. Si tratta di un progetto ideato da ENEA che consisterà nella creazione del primo incubatore tecnologico italiano per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno, tutto ciò sarà possibile grazie alla collaborazione di università, imprese, istituti di ricerca e associazioni e soprattutto grazie ai fondi di Mission Innovation, l’iniziativa globale per affrontare i cambiamenti climatici e in generale per la diffusione del green thinking nel settore energetico. 

Il progetto si realizzerà nel Centro Ricerche ENEA Casaccia, poco fuori Roma, e prevederà la creazione di infrastrutture ad alta tecnologia per la ricerca e la sperimentazione nel settore idrogeno. 

Le possibilità sono molte come ci spiega Giorgio Graditi, Direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili dell’ENEA e rappresentante ENEA all’interno della European Clean Hydrogen Alliance: “Si tratta di una piattaforma polifunzionale, inclusiva, in cui ci occuperemo di idrogeno a 360 gradi, per accelerare ricerca e innovazione e mettere a disposizione dell’industria infrastrutture hi-tech per arrivare a colmare il gap fra scala di laboratorio e industriale”.

Hydrogen Strategy: raggiungere la neutralità climatica grazie all’idrogeno 

Grazie alle sue caratteristiche, l’idrogeno potrebbe essere la chiave per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, come previsto dalla Hydrogen Strategy for a neutral-climate Europe lanciata dalla commissione europea lo scorso Luglio. Si parla spesso dell’idrogeno come elemento chiave per la transizione energetica: infatti potrà essere utilizzato sia per l’alimentazione dei mezzi dediti ai trasporti pesanti, come autocarri e autotreni, sia per la produzione di energia elettrica e infine anche per facilitare i processi di decarbonizzazione dell’industria. Il progetto prevede anche la creazione di uno speciale “idrogenodotto” che servirà per trasportare l’idrogeno puro in pressione e soddisfare le necessità delle utenze locali. 

“La crescente attenzione verso l’idrogeno è dovuta ad alcune sue caratteristiche: si tratta di un gas leggero e ad alto contenuto di energia per unità di massa che può essere prodotto su scala industriale ed è più facile da immagazzinare a lungo termine rispetto all’elettricità … Ma soprattutto, può essere utilizzato per produrre energia ‘pulita’: la sua combustione, infatti, non è associata alla produzione di anidride carbonica e può essere condotta per via elettrochimica in celle a combustibile, con efficienze complessive superiori alla combustione termica e senza l’emissione di ossidi di azoto” spiega Giulia Monteleone, responsabile del Laboratorio ENEA di Accumulo di energia, batterie e tecnologie per la produzione e l’uso dell’idrogeno.

In conclusione sembra che l’idrogeno verde possa rappresentare il futuro dell’energia pulita, grazie ai fondi di Mission Innovation e al supporto della European Clean Hydrogen Alliance, la piattaforma europea per l’idrogeno, che contiene al suo interno rappresentanti di ogni settore, tra cui due rappresentanti di ENEA: il direttore Giorgio Graditi e il ricercatore Stephen McPhail. 

A proposito della European Clean Hydrogen Alliance il direttore Graditi ha concluso dicendo: “Questo riconoscimento ci consentirà di rafforzare e di accrescere la posizione e la rappresentatività di ENEA a livello europeo nei settori di riferimento della filiera dell’idrogeno”

Con la realizzazione di questo progetto ideato dall’ENEA, l’Italia si confermerebbe uno dei poli europei della filiera siderurgica (nel 2020 seconda solo alla Germania) e l’idrogeno verde – con gli giusti investimenti e progetti – potrebbe realmente diventare uno dei capisaldi della nostra economia nazionale.

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