Youth4Climate: cambiamento climatico e transizione ecologica

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Si chiama Youth4Climate ed è l’appuntamento iniziato a Milano il 28 settembre che precederà la Cop-26 di Glasgow. 

All’incontro hanno preso parte numerose figure istituzionali fra cui il Ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani e il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, ma tutti gli occhi erano puntati sulla giovane attivista svedese, classe 2003, Greta Thunberg

Lo Youth4Climate è un evento che ha interessato 400 giovani provenienti da 189 Paesi. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di stilare un documento da sottoporre a politici e tecnici che siederanno ai tavoli in Scozia per la Cop-26. 

Dopo gli interventi delle istituzioni la parola è passata a Vanessa Nakate, giovane attivista ugandese e autentica rivelazione di questo incontro, che ha sottolineato come i fondi promessi per sostenere i Paesi più poveri nella transizione energetica non siano mai arrivati, e pare che tra gli inadempienti ci sia anche l’Italia. Poi è arrivato il momento di Greta che è salita sul palco. 

Il suo discorso è stato incentrato principalmente sul cambiamento climatico e sul tema tanto dibattuto della transizione ecologica: ”Dobbiamo trovare una transizione senza traumi e una soluzione in cui vincano tutti. Se dite cambiamento climatico, cosa vi viene in mente? A me i green jobs, i lavori verdi“.

In seguito il focus dell’intervento si è spostato sulle promesse non mantenute e sulla cattiva gestione dei leader politici: “Parliamo sempre  di green washing, green economy, decarbonizzazione, net zero, carbon neutral. Ma quelle che sentiamo dai nostri cosiddetti leader sono solo parole che non hanno portato a nulla. Speranze e sogni annegano in queste promesse. Sono trent’anni che aspettiamo. Più del 50% delle numerose emissioni di CO2 è stata prodotta dal 1990, più di un terzo dal 2005. Tutti sanno cosa vogliono fare i governi, ma nessuno sa cosa hanno fatto davvero“.

Secondo  Greta stiamo andando ancora nella direzione sbagliata ed è inaccettabile notare come solo il 2% delle spese governative sia destinato per la lotta al cambiamento climatico. L’accusa principale che la giovane svedese rivolge ai governi è quella di fare finta di avere politiche ambientali ambiziose, senza realmente affrontare i problemi e continuando a percorrere strade che includono lo sfruttamento delle risorse dei Paesi più in difficoltà. 

Il compito della giornata è ascoltare le vostre priorità, vogliamo ascoltare le vostre idee, proposte e raccomandazioni, abbiamo bisogno della vostra visione e motivazione, del vostro coinvolgimento. Uniamo le forze, non dobbiamo rinunciare al nostro futuro e al futuro del nostro Pianeta”. Queste le parole di apertura dell’evento pronunciate dal ministro Cingolani.

Parole che però hanno trovato risposta nell’incipit del discorso di Greta: “Ho le stesse aspettative di molti altri incontri, molte parole.

Ancora una volta, la 18enne svedese ha detto la sua senza peli sulla lingua e senza avere paura di andare incontro a malumori di qualunque tipo. Non resta altro che scoprire se le previsioni di Greta saranno rispettate o, come ci auguriamo, se non sia veramente la volta buona per dare una svolta alla lotta al cambiamento climatico.

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