Una strategia nazionale per la ripresa delle imprese e dell’economia senza nuocere all’ambiente

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Sviluppo economico sostenibile e aumento della competitività sono ottenibili grazie all’innovazione delle tecnologie e all’efficientamento delle risorse a disposizione: investimenti che promuovono comportamenti più consapevoli nell’opinione pubblica e nel sistema produttivo.

Ciò vuol dire che sia l’ambiente che la società necessitano di nuove strategie e modelli di mercato che conducano ad una transizione verso standard di sostenibilità, qualità e innovazione.

Nell’era attuale sono necessari processi produttivi più sostenibili che prevedano l’utilizzo di sistemi e macchinari sempre più efficienti e capaci di produrre con minor utilizzo di materiali, minor produzione di rifiuti e di emissioni gas serra, con benefici sulla salute, sull’ambiente e sulla redditività e competitività dell’impresa.

L’efficienza energetica e lo sviluppo sostenibile agiscono nell’ottica di un nuovo modello economico: l’economia circolare.

Cosa si intende per economia circolare?

Un singolo abitante del pianeta Terra utilizza 11mila chili di materiale ogni anno, che corrispondono a più di 30 al giorno. Di questi, la quasi totalità finisce in breve tempo in una discarica. E se questo sembra poco, allora è bene specificare che negli ultimi 50 anni il consumo mondiale di materiali è cresciuto del doppio rispetto alla curva dell’incremento demografico della popolazione. Il modello di economia circolare potrebbe rappresentare la soluzione per rallentare questo trend in crescita.

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo in cui i materiali vengono condivisi, prestati, riutilizzati, riparati, ricondizionati, riciclati, per fare in modo che durino più a lungo possibile.

Dunque, lo scopo dell’economia circolare è estendere il più possibile il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo ad una riduzione dei rifiuti.

Una volta che un prodotto non può più svolgere le funzioni per cui è stato immesso sul mercato, i materiali di cui è composto vengono reintrodotti, quando possibile, nel ciclo economico.

Così facendo, è possibile riutilizzarli parzialmente o totalmente generando nuovo valore all’interno del ciclo produttivo. 

L’economia circolare rappresenta uno degli obiettivi da raggiungere per garantire alle generazioni future nuove opportunità di business in tutti i settori produttivi. E’ dunque necessario stimolare un cambiamento culturale che comporti maggiore consapevolezza nel consumatore.

La bioeconomia nel modello di economia circolare

Un sistema di gestione dei rifiuti adeguato contribuisce alla transizione all’economia circolare.

La bioeconomia comprende la produzione sostenibile di risorse biologiche rinnovabili e la loro trasformazione, nonché dei rifiuti derivanti, in prodotti industriali con valore nuovo, come alimenti, bioenergia, mangimi, prodotti a base biologica.

La bioeconomia utilizza per le sue attività bio-risorse rinnovabili del suolo e del mare per la produzione nei settori dell’agricoltura, della pesca, dell’acquacoltura, dell’agroalimentare, della carta e cellulosa, dell’industria chimica, etc.

Questo tipo di produzione, che mette al centro lo sviluppo sostenibile, conduce ad un’economia rispettosa dell’ambiente, con una riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e dalle risorse non rinnovabili.

Strategia nazionale per la bioeconomia: l’action plan delle regioni

La strategia italiana per la bioeconomia è promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ha come obiettivo quello di incrementare almeno del 20% le attività economiche e i posti di lavoro che riguardando il settore della bioeconomia italiana entro il 2030.

Le azioni in grado di determinare tale obiettivo sono:

  • migliorare la produzione sostenibile e di qualità dei prodotti in tutti i settori, valorizzando la biodiversità marina e terrestre, gli ecosistemi, la circolarità, la rigenerazione di aree abbandonate, siti industriali;
  • creare maggiori investimenti in campi quali formazione, istruzione, comunicazione, migliorare le politiche a livello regionale, nazionale e comunitario nell’ottica di un maggiore sviluppo del mercato.

La strategia nazionale intende promuovere, inoltre, la bioeconomia nel bacino del Mediterraneo, per valorizzare le risorse naturali, la produttività agroalimentare di quell’area, la rigenerazione ambientale.

Strategie e modelli supportano la rinascita delle imprese in ottica sostenibile

Strategie nazionali e modelli di produzione e di consumo, come quello dell’economia circolare, possono aiutare le imprese a partecipare alle sfide ambientali senza scordare l’importanza di aumentare i guadagni e ottimizzare le prestazioni aziendali.

É necessario che la produzione nelle imprese avvenga nel rispetto degli interessi propri e di quelli della società, attraverso processi innovativi.

La partecipazione alle sfide globali è importante non solo da parte delle grandi aziende, ma anche da quelle più piccole, che operano a livello locale e nazionale. Questo perché ogni impresa, a prescindere dalle dimensioni e dal tipo di attività che svolge, utilizza risorse, specie quelle naturali, che appartengono allo stesso pianeta che va salvaguardato da tutti.

Un’impresa sostenibile deve sapere gestire in modo efficiente e strategico le risorse a disposizione: naturali, umane e finanziarie.

Utilizzando le risorse in modo razionale infatti si riducono gli sprechi, e di conseguenza i costi.

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