The Climate Store: pagare in emissioni di carbonio

236

The Climate Store è un negozio di alimentari in cui ogni prodotto costa quanto inquina. L’iniziativa è stata realizzata da Felix, uno dei più importanti marchi alimentari svedesi di proprietà di Orkla Foods, che all’inizio dello scorso Ottobre ha aperto nel centro di Stoccolma questo speciale supermercato in cui ad ogni alimento corrisponde un valore relativo alla capacità inquinante dello stesso alimento.

Cosa significa pagare per quanto un prodotto inquina?

La valuta valida all’interno del negozio è basata sulle emissioni di anidride carbonica di ogni alimento, chiamata CO2e, e ogni cliente dispone di un budget settimanale equivalente a 18,9 Kg CO2e, ovvero il valore di emissioni da non superare se si vuole dimezzare il proprio impatto ambientale. 

Per comprendere al meglio l’impatto di ogni alimento, Felix ha creato una scala climatica che mostra l’impronta ambientale calcolata sia per porzione, per i piatti unici già pronti, che per chilo. I prodotti vengono classificati in base ai colori che vanno dal verde al marrone, dai meno ai più inquinanti.

Ovviamente il valore di emissioni dei cibi tiene conto di ogni fase della produzione e dalla distribuzione, per finire con il rifiuto che l’alimento in questione diventerà.

L’obiettivo di questa iniziativa è molto chiaro: sensibilizzare la propria clientela e provare a spiegare quanto “costa” al pianeta ogni alimento.

La prima differenza che è saltata subito agli occhi dei compratori è stata l’importante differenza di emissioni dei derivati vegetali rispetto agli alimenti animali.

L’impatto del cibo sul cambiamento climatico

Felix si è servita dell’aiuto dell’istituto di ricerca RISE per produrre i dati sull’impatto medio dei cibi che mangiamo ogni giorno e dopo l’esperimento di “The Climate Store”, ha deciso di fare un’ulteriore passo in avanti: ogni prodotto, in tutti i punti vendita o sul sito, adesso presenta sull’etichetta il “valore inquinante” di cui abbiamo parlato prima ed ha addirittura deciso di introdurre una speciale etichetta per i prodotti, per così dire, meritevoli.

L’impegno dell’azienda svedese è basato sul raggiungimento degli obiettivi concordati nell’Accordo di Parigi, in cui fu chiarito come fosse necessario dimezzare le emissioni di CO2 entro il 2030 per combattere il riscaldamento globale. 

Come riportato da uno studio pubblicato sulla rivista Science, quasi un terzo delle emissioni di gas serra dipendono dalla produzione, distribuzione e consumo di cibo. Considerato ciò, è importante capire come ormai anche le scelte personali nella vita di tutti i giorni abbiano un peso specifico rilevante nella “missione ambientalista”. 

Ed è per questo motivo Felix ha scelto di affiancare alla buona volontà del popolo svedese, una serie di informazioni esaustive che rendano i compratori veramente coscienti.

Articolo precedenteUna strategia nazionale per la ripresa delle imprese e dell’economia senza nuocere all’ambiente
Articolo successivoL’idrogeno “verde”: la nuova frontiera dell’industria siderurgica